{"id":672,"date":"2014-08-08T02:52:11","date_gmt":"2014-08-08T12:52:11","guid":{"rendered":"http:\/\/guidobartalesi.wordpress.com\/2014\/08\/08\/leggere-musica-o-suonare-a-orecchio\/"},"modified":"2017-02-06T06:30:46","modified_gmt":"2017-02-06T05:30:46","slug":"leggere-musica-o-suonare-a-orecchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/guidobartalesi.it\/?p=672","title":{"rendered":"Leggere musica o suonare a orecchio?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/guidobartalesi.files.wordpress.com\/2014\/08\/frammento-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-671\" src=\"http:\/\/guidobartalesi.files.wordpress.com\/2014\/08\/frammento-5.jpg?w=300\" alt=\"Frammento 5\" width=\"300\" height=\"167\" \/><\/a><\/p>\n<p>Leggere musica o non leggerla? &#8220;Oh (mi sento ripetere da anni), ma in fondo a che serve? Oggi abbiamo le tablature, e possiamo ascoltare direttamente dagli audio gli originali di tutto ci\u00f2 che ci piace, per poi poterlo studiare e &#8220;imitare&#8221; \u2026 leggere note \u00e8 per musicisti classici, per &#8220;sgobboni&#8221; e intellettuali della musica&#8221; \u2026 E poi sento ancora dire: &#8220;In fondo ci sono stati tantissimi grandi musicisti che non conoscevano le note. Prendi ad esempio Paco De Lucia, o i padri del blues neri, o il grande Ravi Shankar (che si affid\u00f2 a un trascrittore per dettare (a &#8220;voce&#8221;) la bellissima colonna sonora di Chappaqua!&#8221; E poi, a sproposito, si citano anche i grandi jazzisti, dimenticando che il jazz richiede una preparazione teorica di gran lunga superiore a quella classica!<\/p>\n<p>Che dire? Ognuno \u00e8 libero di pensare come meglio crede. Io posso solo raccontare la mia esperienza personale. Quando a 14 anni cominciai la pratica del solfeggio (grazie, Giorgio, ovunque tu sia), mi ponevo le stesse domande. Io volevo solo suonare il basso come Paul McCartney, e sbatacchiare le mie dita sulle quattro corde cantando She Loves You a squarciagola! A che mi serviva il solfeggio? Cos\u00ec dopo qualche mese abbandonai quel genere di studi, ignorando che quel poco che avevo imparato mi sarebbe rimasto indelebilmente dentro e che nel tempo sarebbe riaffiorato. A sedici anni, durante la mia esperienza con i Fantom&#8217;s, la vicinanza con quel grandissimo artigiano musicale che \u00e8 stato il compianto Sergio Liberovici (autore colto di musiche teatrali e colonne sonore) mi fece capire quanto ero ignorante! Ecco, penso che ognuno dovrebbe attraversare una fase in cui possa prendere ragionevole consapevolezza della propria ignoranza e vergognarsene un poco. Naturalmente, per orgoglio da adolescente incazzato, continuai a ripetermi che il rock non aveva bisogno di quel genere di conoscenze. Ma la bellezza del &#8220;capire&#8221;, e del &#8220;sapere ascoltare&#8221; in maniera pi\u00f9 matura tutto ci\u00f2 che ci piace, prese a poco a poco il posto di quella adolescenziale ed esaltata passione per il &#8220;glang glang&#8221; dei miei primi furori elettrici e cominciai ad innamorarmi di tutto \u2026 ossia strumenti a fiato, suoni acustici e suoni elettronici, note inseguite sulla carta e note fissate per sempre sulle vecchie bobine dei miei primi registratori stereofonici, magie popolari e inferni elettrici, ragas indiani e tanghi argentini, e infine la Matematica della Musica &#8211; che ancora oggi non posso dire di comprendere pienamente &#8211; ma di cui continuo ad essere innamorato. In tal modo, mi sono semplicemente limitato ad aderire a quelle antiche parole di saggezza che ci insegnano a tentare di conoscere pi\u00f9 che possiamo ci\u00f2 che amiamo se vogliamo veramente amarlo! Tutto qui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggere musica o non leggerla? &#8220;Oh (mi sento ripetere da anni), ma in fondo a che serve? 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